martedì 23 dicembre 2014

Dishonored: la vendetta risolve ogni cosa. Recensione.


Pur essendo del 2012 è uno dei più famosi giochi stealth, rivoluzionando questo genere da cima a fondo e ponendo nuove idee, incominciando dalla prima persona (un elemento usuale nel genere stealth solo a Thief). Spesso infatti questa nicchia di giochi predilige la terza persona (Metal Gear Solid, Styx, Assassin's Creed). La sua logica causa-conseguenza non è di certo stata la prima nella storia videoludica, ma in Dishonored è proposta in modo semplice, pulita ed è il gioco stesso.

Il gioco è prodotto dall'Arkane Studios e pubblicato dalla Bethesda. 
La storia è narrata a Dunwall, una città artigliata dalla peste e dai conflitti. L'ambientazione si presenta subito con un livello di design e dettagli incredibile. Dunwall potrebbe ricordare una sorta di Londra vittoriana, con nuove tecnologie ad olio di balena (anche se possiamo benissimo definirlo Steampunk) e un sottofondo cupo e sovrannaturale.
Tu sei Corvo Attano, il Lord Protettore dell'Imperatrice Jessamine Kaldwin e di sua figlia Emily.
Il prologo ti mette nei panni di questo muto protagonista fin da subito, evitando lunghi discorsi, ma preferendo una narrazione liscia e veloce, mostrandoti il mondo di gioco come un prologo dovrebbe rispettare.
Si fa la conoscenza di Emily, la presunta figlia di Corvo (anche se è noto solo come pettegolezzo di corte), che ti fa anche un piccolo e originale tutorial ( "giochiamo a nascondino, Corvo? Dai dai dai!"), mostrando le basi della furtività per i neofiti.
Poi si fa conoscenza dei personaggi chiave della storia e dopo all'improvviso compare il colpo di scena (senza spoilerare troppo) e vieni incolpato di tradimento e omicidio.

Dopodiché si fa conoscenza di un essere divino, che spunta fuori come un Deus Ex Machina, l'Outsider, l'Esterno (in inglese suona meglio). Ti dona dei poteri, che puoi far potenziare, progredendo nel gioco, grazie a delle rune di osso di balena, che trovi in determinati posti, nascoste ovviamente. Oltre alle rune ci sono anche gli amuleti d'osso, che ti danno piccoli vantaggi nel combattimento, nella furtività o altri piccoli dettagli. L'outsider ti dona anche un cuore che ti rivela segreti di luoghi, persone e la locazione delle rune e degli amuleti d'osso,

Il gioco si basa sulle missioni, che seguono la storia in modo abbastanza schematico, ogni volta completato il tuo assassinio si ritorna all'Hound Pits Pub, l'avamposto dei Lealisti, gli alleati del protagonista.
Gli obiettivi sono quasi sempre gli stessi (uccidi Tizio Caio, Rapisci-Salva Tizio Caio), ma il bello del gioco è che ognuno si può risolvere in molti modi diversi.
Invece di uccidere, infatti, puoi scegliere metodi più raffinati, anche per gli obiettivi chiave.
La versatilità degli strumenti, come balestre, pistole, spade e stregonerie  è molto ampia e divertente.


Una menzione speciale va fatta ai poteri dell'oblio, dato che sono parte integrante del gioco e della storia, sono vari e si possono mischiare in molti modi, sviluppando la creatività del giocatore, tuttavia solo alla fine del gioco si riuscirà a potenziarli tutti.
Per esempio puoi teletrasportarti (il potere più semplice, che si ha fin da subito) fermare il tempo, evocare un branco di ratti per assaltare il nemico oppure creare un forte getto di vento per buttare a terra persone e oggetti.

Il gameplay è stupendo, dato che puoi fare diversi approcci di gioco, uccidendo in stealth o in combattimento oppure stordendo furtivamente.

A seconda di come ti comporti l'ambiente intorno a te e il finale cambiano, rendendolo molto rigiocabile e longevo. Ci sono infatti tre diversi finali.


Pur avendolo finito io continuo a giocarci. perché ogni volta che mi trovo in un posto, trovo missioni e oggetti a cui non ci avevo fatto caso (le missioni facoltative, a cui la prima volta le avevo lasciate stare, oppure non riuscivo a farle).
Non è un open world, i luoghi non sono nè piccoli, nè giganteschi, una parte fondamentale del gioco infatti è anche l'esplorazione.








GRAFICA:

Parlando di grafica il gioco usa un tratto acquarellato attinente perfettamente all'ambientazione di gioco e quindi dà uno stile armonioso e proporzionato. Non troppo stile fumetto, ma neanche digitale.
Le animazioni sono sempre le stesse, usate per tutti i personaggi, legnose e grezze, e pure le facce dei personaggi, seppur caratteristiche e uniche non sono di certo le migliori.
Di certo non può piacere per chi cerca una grafica ultra realistica.
La gamma si alterna con colori vivaci e altri molto cupi, adattandosi all'ambiente e all'epoca.




AUDIO E MUSICA:

L'audio non è spettacolare, ma è fatto bene. La soundtrack è perfetta, per non parlare della canzone nel finale!
Il doppiaggio in italiano è stato un bel lavoro, anche se ovviamente le voci delle guardie si ripetono molte volte (le frasi che dicono sono diventate simboliche per dishonored) e vi faranno sorridere qualche volta ("ti va un bicchiere di whisky e un sigaro, stasera?" "Non ne dubito").
Un errore degli sviluppatori è stato quello di non dare voce al protagonista, a Corvo. Lo rende infatti piatto e senza personalità, impassibile a tutto quello che gli succede. Per fortuna la cosa è stata rimediata con l'uscita dei dlc, in cui il protagonista finalmente potrà parlare.


E' un gioco di nicchia che cerca uno stile particolare, sia nel gameplay che nella grafica, ma è stato curato molto bene, ad ogni dettaglio.

Ricapitolando il voto è molto alto, pur essendo stealth Dishonored può essere giocato anche come FPS alternativo, quindi ampliando lo spettro dei giocatori enormemente.
Un must buy per chi cerca un'ambientazione che avvolge interamente da cima a fondo, nella sua bellezza vittoriana steampunk, unica nel suo genere.
Io, sinceramente, mi sono innamorato di Dishonored e spero che conquisti anche voi.

VOTO: 95/100





2 commenti:

  1. Personalmente, considero Disohonored piuttosto diverso da Thief. Sebbene rientrino entrambi nel genere Stealth, Thief ha molte cose scriptate, ovvero acrobazie eseguite in automatico o molto pilotate, mentre i Dishonored c'è il massimo della libertà in qualsiasi cosa, potendo scegliere tra diversi approcci. Io ho finito questo gioco quattro volte, ma non mi stanca mai perché la storia è bellissima, ma soprattutto perché esistono tantissimi modi di giocarlo. L'ho finito a Caos Alto, Caos Basso, non uccidendo nessuno e senza allertare nessuno, aumentando sempre la difficoltà fino a completarle a Molto Difficile. L'esperienza di gioco cambia ogni volta e non è mai brutta.
    E' fantastico anche provare a fare lo stesso livello con tecniche differenti, magari addormentando tutti (anche se non lo consiglio per completare il gioco senza allertare nessuno) oppure facendo una strage con la miriade di armi/stregonerie presenti.
    Penso che la mia adorazione verso questo gioco sia abbastanza chiara.

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    1. Sinceramente io non ho giocato a Thief, però appena posso me lo compro, io ho preso opinioni da blog e altre recensioni, e secondo me nel trailer ho notato una certa somiglianza.
      Ho sentito che nel 2016 uscirà Dishonored 2: Darkness of Tyvia, spero che sia pari al primo... :D

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