domenica 22 marzo 2015

Thief (2014) Recensione

Uscito nel recente 2014 questo gioco (preceduto da altri 3 più vecchi, che però non seguono la storia) fornisce al giocatore perfette tattiche stealth. Storia complessa e intrigante, tra lo steampunk e l'Alto Medioevo, il giocatore impersona Garrett il ladro supremo.
E appunto, nel gioco si dovrà rubare. Tutto ciò che si trova.

TRAMA:

Si incomincia con un semplice prologo/tutorial che ha la funzione di accogliere il giocatore nell'immensa Città (sì esatto, si chiama così: la Città) dove si svolgono tutte le vicende.
Tornato da tempo in questa sua terra natale il protagonista entra in contatto con un strano rituale in un tempio, assieme alla sua vecchia compagna di furti, Erin.
Il rito porta a esiti distruttivi e Garrett perde conoscenza per un anno. Quando si sveglia la Città è presa da un terribile morbo (Dishonored?), e lui avrà misteriosi poteri (che serviranno ovviamente nelle tattiche stealth). Dilaniata dal Barone, dalla malattia e dalla magia, la Città alla fine minaccia di distruggersi completamente. Garrett dovrà affrontare rivoluzioni, mostri, catastrofi e dovrà compiere numerose commissioni di furto.

GAMEPLAY:

A differenza dell'ultimo gioco che ho recensito quello che conta qua è la trama, non tanto il gameplay.
Ovviamente, però, questo non va sottovalutato, perché Thief è un capolavoro stealth. I movimenti, la luce e il campo visivo sono cose essenziali e devono essere indubbiamente precise e attente. Nella schermata di gioco compare la barra della "mana", della vita e un cerchio dove ci sarà luce e ombra. Questo cerchio ha la funzione di far rendere conto del giocatore se si è al sicuro nell'oscurità o visibili nella luce. Una buona e intelligente idea, molto originale.
Anche le allarmazioni dei nemici sono fatte bene.

L'occhio che si sta riempendo di bianco sopra un nemico significa che sta vedendo un ombra, un piccolissimo movimento, ma non gli importa molto. Poi l'occhio diventa tutto pieno e ha tre punti sopra. Se il primo si illumina significa che ha visto qualcosa ed è confuso, in quel caso va a vedere cosa succede. Se pure il secondo è illuminato è allarmato e impaurito. Alla fine il nemico diventa ostile e difficilmente se ne andrà proseguendo verso la sua strada, ma ti cercherà dappertutto. Il quel caso il simbolo dell'occhio diventa giallo o rosso e ha delle punte che escono fuori.


Il bello di Thief è che se ti scoprono non puoi ucciderli tutti con abilità speciali e cose fighe (che compaiono invece in Deus Ex Human Revolution, oppure in Dishonored), perché è molto difficile sopravvivere con uno o due nemici alle costole allarmati. Confessiamolo: Garrett fa schifo in combattimento frontale. Ha solo un bastone, e lo usa per bastonare la gente da dietro senza uccidere. In un combattimento frontale, anche usando l'arco e le frecce, le altre armi che si ha, è difficile uccidere un intera truppa di nemici incacchiati.


Il furto, elemento costruttivo del gioco, è una cosa è abbastanza ripetitiva. Ci sono scaffali, armadi, scrivanie, da qualche parte c'è sempre qualcosa. E questo annoia il giocatore che è costretto a prendere tutto ciò che vede. Per evitare eventi ripetitivi però ci sono casseforti con combinazioni segrete, indovinelli e quadri che si possono rubare tagliandoli dalla cornice o premendo precisi meccanismi per spostarli (o meccanismi in un libro di una libreria).
Inoltre ci sono gli oggetti rari e preziosi, che il protagonista conserva nella torre dell'orologio, luogo dove vive e tiene nascosti i suoi tesori trovate nelle missioni (secondarie o primarie).



Parlando di missioni secondarie anche quello è abbastanza ripetitivo, ruba questo, ruba quell'altro. Io ne avrò fatte circa 5 o 6 e mi hanno stufato subito dopo, anche per la presenza di alcun problemi (tipo l'assenza di un oggetto di una commissione data in città).
Interessante invece l'idea di continuare le commissioni e ripetere le parti della storia anche quando le hai finite. Ciò porta però all'assenza della soddisfazione di finire un gioco completamente, dato che sarà sempre continuo.






Non può mancare la magia, elemento essenziale per trasformare Garrett da un ladro supremo a un dio ladro supremo. La magia però non riesce ad essere la colonna portante del gioco, dato la poca disponibilità di punti concentrazione. Quelli che favoriscono le magie sulla concentrazione (una specie di vista a raggi x per individuare le trappole, gli oggetti preziosi e i nemici e che, ovviamente, consuma mana).

Tuttavia, il gameplay è molto ingegnoso e si abbina perfettamente alla narrazione della storia.
E la storia non stanca mai, la missione nel bordello (Dishonored?), la missione horror con gli abomini, l'ultima missione con la nave steampunk enorme, un continuo intreccio di eventi, Thief tutto sommato ha una bella storia.
Il gioco dura circa 30 ore, abbastanza lungo.

GRAFICA:

Nella grafica il gioco è abbastanza pesante, sopratutto perché ci sono tante cutscene che appesantiscono di tanto il gioco, ma lo rendono più bello e sciolto nella narrazione.
Le textures sono cupe, senza vivacità, anche quando ci sono colori caldi, si vede che la Città è un posto deprimente e malato. Il buio e l'oscurità sono molto frequenti, sopratutto nella parte horror e nelle visioni di Garrett.
Rendono il gioco più attinente al ruolo del protagonista, cioè stare nell'ombra, aspettare, rubare e rimanere invisibile.


Le facce dei personaggi sono fatte molto bene, le animazioni perfette e il doppiaggio è profondo, pieno di emozioni, capace di incollarsi bene con tutto il resto, trama, gameplay e grafica.


Differenziandolo con Dishonored, io vedo in Thief un' opera più scientifica (cioè precisa, attenta e, perfino nella grafica, più dettagliata), mentre in Dishonored  vedo un opera artistica, un quadro emozionante e pieno di esperienze. Tutti e due rappresentano i perfetti giochi stealth, quelli che un veterano di questo genere non può dimenticare, o perfino criticare.
Il voto, secondo me, non supera e non eguaglia quello che ho messo al rinomato Dishonored, ma ci si avvicina con un bel 8 +.




VOTO:8+/10



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